(A cura di Giampaolo Vitali per l'Osservatorio Regionale dell'Artigianato)
II dati dell'Osservatorio regionale sull'artigianato indicano che i giovani artigiani e le loro imprese, che rappresentano circa il 25% del sistema artigianale, hanno caratteristiche profondamente diverse dalla media del comparto: mostrano migliori variabili strutturali (come ad esempio, un titolo di studio più elevato, una dimensione d'impresa relativamente più grande, un'organizzazione societaria più complessa ed evoluta), migliori performance di crescita (misurate in termini di evoluzione della domanda, del fatturato e dell'occupazione, maggior propensione all'investimento e all'innovazione), migliori aspettative circa il futuro (nel senso che sono più ottimisti sull'evoluzione della domanda e della produzione). Infine, i giovani utilizzano di più le nuove tecnologie, stante la migliore dotazione in termini di fax, computer, sito web e, in generale, di macchine innovative.
Per approfondire le caratteristiche di questo insieme di artigiani che costituisce un vettore cruciale di sviluppo e di rinnovamento del comparto, la Regione Piemonte ha incaricato il CERIS-CNR (Istituto di Ricerca sull'Impresa e lo Sviluppo del Consiglio Nazionale delle Ricerche) di condurre una ricerca su 100 imprenditori artigiani piemontesi di età inferiore ai 40 anni, suddivisi equamente tra i settori della metalmeccanica, dei servizi di trasporto, dei servizi per le imprese, delle industrie manifatturiere "leggere".
Tra i principali risultati dello studio merita ricordare:
I risultati dell'indagine consentono di formulare alcune proposte di policy a favore dei giovani del settore artigiano. Tali proposte di intervento per lo sviluppo tengono conto del ruolo giocato dalla famiglia artigiana nel creare nuovi imprenditori, della necessità di acquisire competenze tecniche prima di iniziare l'attività artigiana, della notevole differenziazione di contenuto tecnologico delle produzioni esistente nel comparto artigiano.
In questo contesto, si propone che gli incentivi per la creazione di nuove imprese debbano favorire in modo specifico i lavoratori dipendenti che intendano impiantare proprie aziende, permettendo loro di trasferire nella nuova impresa le competenze acquisite nella precedente esperienza professionale; al contrario, gli incentivi per la nascita di nuovi imprenditori di origine artigiana devono favorire soprattutto le aziende familiari, che potrebbero così investire nella formazione dei propri giovani e nel loro inserimento nell'attività.
Inoltre, la richiesta di maggiori informazioni sulle agevolazioni finanziarie può essere tradotta in nuove forme di comunicazione più mirate alle specifiche caratteristiche del target di utenza.