Ultimo aggiornamento 15/05/2012 Link Mappa Screen saver Galleria foto Galleria filmati

Giovani artigiani e giovani imprese: un viaggio nell'artigianato piemontese 

(A cura di Giampaolo Vitali per l'Osservatorio Regionale dell'Artigianato)

II dati dell'Osservatorio regionale sull'artigianato indicano che i giovani artigiani e le loro imprese, che rappresentano circa il 25% del sistema artigianale, hanno caratteristiche profondamente diverse dalla media del comparto: mostrano migliori variabili strutturali (come ad esempio, un titolo di studio più elevato, una dimensione d'impresa relativamente più grande, un'organizzazione societaria più complessa ed evoluta), migliori performance di crescita (misurate in termini di evoluzione della domanda, del fatturato e dell'occupazione, maggior propensione all'investimento e all'innovazione), migliori aspettative circa il futuro (nel senso che sono più ottimisti sull'evoluzione della domanda e della produzione). Infine, i giovani utilizzano di più le nuove tecnologie, stante la migliore dotazione in termini di fax, computer, sito web e, in generale, di macchine innovative.
Per approfondire le caratteristiche di questo insieme di artigiani che costituisce un vettore cruciale di sviluppo e di rinnovamento del comparto, la Regione Piemonte ha incaricato il CERIS-CNR (Istituto di Ricerca sull'Impresa e lo Sviluppo del Consiglio Nazionale delle Ricerche) di condurre una ricerca su 100 imprenditori artigiani piemontesi di età inferiore ai 40 anni, suddivisi equamente tra i settori della metalmeccanica, dei servizi di trasporto, dei servizi per le imprese, delle industrie manifatturiere "leggere".

Tra i principali risultati dello studio merita ricordare:

  1. l'importanza della famiglia di origine nel definire i percorsi di crescita dei giovani artigiani: più della metà dei giovani intervistati sono figli di artigiani, probabilmente grazie al fatto che l'impresa di famiglia facilita l'acquisizione delle conoscenze per l'avvio dell'impresa e riduce il ricorso ai capitali che non siano quelli personali o familiari. Le nuove politiche per i giovani artigiani dovrebbero valorizzare il periodo formativo trascorso in famiglia dai giovani, che a differenza dei figli dei lavoratori dipendenti non hanno esperienze professionali precedenti a quelle artigiane;
  2. il ruolo dell'innovazione e della formazione, processi a cui si sta interessando anche l'impresa minore : le innovazioni si acquisiscono tramite gli investimenti in nuovi macchinari, mentre i corsi di formazioni più seguiti sono quelli tecnici, più frequentati rispetto a quelli gestionali;
  3. le dinamiche di crescita del comparto, che sono molto positive: il campione di 100 imprese cresce dell'11% nel biennio 1998-2000 in termini di addetti; il peso dei titolari e coadiuvanti è pari a quello dei dipendenti, ed il ricorso alle forme atipiche di lavoro aumenta del 29% nel biennio;
  4. le specificità e la particolare dinamicità dei servizi per le imprese: si tratta di un comparto caratterizzato da alta innovazione, qualificazione della manodopera e flessibilità organizzativa;
  5. il ruolo richiesto all'operatore pubblico, in termini di riduzione dei vincoli all'agire imprenditoriale e degli oneri fiscali e finanziari; per quanto riguarda i finanziamenti agevolati, attualmente poco utilizzati, i giovani chiedono migliori informazioni: è quindi probabile che vada ulteriormente potenziata l'attuale politica di diffusione delle informazioni.

I risultati dell'indagine consentono di formulare alcune proposte di policy a favore dei giovani del settore artigiano. Tali proposte di intervento per lo sviluppo tengono conto del ruolo giocato dalla famiglia artigiana nel creare nuovi imprenditori, della necessità di acquisire competenze tecniche prima di iniziare l'attività artigiana, della notevole differenziazione di contenuto tecnologico delle produzioni esistente nel comparto artigiano.
In questo contesto, si propone che gli incentivi per la creazione di nuove imprese debbano favorire in modo specifico i lavoratori dipendenti che intendano impiantare proprie aziende, permettendo loro di trasferire nella nuova impresa le competenze acquisite nella precedente esperienza professionale; al contrario, gli incentivi per la nascita di nuovi imprenditori di origine artigiana devono favorire soprattutto le aziende familiari, che potrebbero così investire nella formazione dei propri giovani e nel loro inserimento nell'attività.
Inoltre, la richiesta di maggiori informazioni sulle agevolazioni finanziarie può essere tradotta in nuove forme di comunicazione più mirate alle specifiche caratteristiche del target di utenza.

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